Espionnage, moi?

La vibrante protesta di François Hollande contro il comportamento “inaccettabile” degli americani sul caso Prism sbatte il naso contro un’inchiesta del Monde di ieri sulla Dgse, Direction générale de la sécurité extérieure, una divisione dei servizi segreti che secondo il Monde spia in grande stile tutte le comunicazioni dei francesi. Come il Prism americano il sistema francese (che manca del nome evocativo del cugino d’oltreoceano) ha una funzione di prevenzione del terrorismo; come il Prism si basa sui metadati raccolti da telefonate, sms, email, fax e tutta l’attività su Internet e social network. Al contrario del Prism, però, il sistema francese è “totalement illégal”, anche se sarebbe meglio dire a-legale, ovvero fuori da ogni norma di legge – e dalle garanzie che queste comportano.
14 AGO 20
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La vibrante protesta di François Hollande contro il comportamento “inaccettabile” degli americani sul caso Prism sbatte il naso contro un’inchiesta del Monde di ieri sulla Dgse, Direction générale de la sécurité extérieure, una divisione dei servizi segreti che secondo il Monde spia in grande stile tutte le comunicazioni dei francesi. Come il Prism americano il sistema francese (che manca del nome evocativo del cugino d’oltreoceano) ha una funzione di prevenzione del terrorismo; come il Prism si basa sui metadati raccolti da telefonate, sms, email, fax e tutta l’attività su Internet e social network. Al contrario del Prism, però, il sistema francese è “totalement illégal”, anche se sarebbe meglio dire a-legale, ovvero fuori da ogni norma di legge – e dalle garanzie che queste comportano. Quindi niente comunicazioni ufficiali al Congresso (ma i politici sapevano, dice il Monde, e tacevano) e niente autorizzazioni (per quanto puramente formali) della Fisa court. Certo, il programma di spionaggio francese è tutto interno (anche se sono spiate tutte le comunicazioni che transitano per la Francia, da e per l’estero) e non ci sono prove che, come gli americani, i francesi stiano spiando ambasciate e sedi istituzionali di paesi amici, ma per descrivere il programma del Dgse il Monde usa parole molto più dure di quelle usate da Guardian e Washington Post per parlare del Prism: “La totalité de nos communicatión sont espionnées”, “milliards et milliards” di dati sono raccolti, compressi e stoccati in un grande edificio di boulevard Mortier, Parigi. Alle informazioni hanno inoltre accesso tutte le altre divisioni dell’intelligence francese, che si servono dei dati a proprio piacimento. Una sorta di incubo distopico.
La realtà descritta dal Monde non ci è estranea: che anche gli europei spiino è risaputo. Anzi, l’Europa dovrebbe imparare a farlo meglio se non vuole rimanere schiacciata dalle grandi potenze dell’intelligence. Quello che il Monde mette a nudo è l’ipocrisia di un Hollande che fino a ieri strillava contro le spiate americane e minacciava la sospensione del nuovo trattato per il libero scambio e oggi è accusato di coprire quello che il Monde non esita a definire un “Big Brother”: mentre Hollande intimava a Obama di “porre fine immediatamente” alle operazioni di spionaggio, i suoi servizi segreti raccoglievano con diligenza i metadati sensibili di milioni di suoi cittadini.